L’importanza della User eXperience

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L’importanza della User eXperience

Parliamo sempre di quanto sia fondamentale connettersi con l’audience, creare un legame con i clienti, o i prospect, ma spesso rischiamo di dimenticarci che la relazione passa anche dall’interazione che in primis si ha con il sito di un brand, o con una mobile app.

La User eXperience, più comunemente definita UX, viene costruita pensando all’esperienza che l’utente dovrebbe fare interagendo con una digital property.

Se la relazione è il fattore nodale, allora lo è soprattutto l’UX, esattamente come l’esperienza utente in uno store, piuttosto che in un qualsivoglia luogo fisico.

Pensare e costruire la migliore esperienza utente, permette alle persone di vivere un momento con la marca che sia soddisfacente, perché semplice, immediato ed efficace.

La vita è complessa, i problemi e le scocciature quotidiani tantissime, se anche navigando su un sito, o utilizzando un app, ci troviamo di fronte a percorsi complicati e poco intuitivi, allora c’è qualcosa che non funziona.

Semplificazione e immediatezza devono diventare un mantra.

Spesso nelle cosiddette audit digitali, si incontrano percorsi macchinosi, a volte dovuti a scelte creative, a volte perché più semplicemente si riutilizza una UX già sviluppata per un altro prodotto.

Ogni brand, ogni prodotto, ha una sua personalità, un suo posizionamento.

Alla stessa stregua il modo di fruirlo “digitalmente” dovrebbe essere unico e suo proprio.

Pensare alla UX come ad un elemento fondante della personalità di marca, o della sua estensione, così come avviene per lo studio dei retail store è altresì importante.

Per delineare la migliore UX possibile, bisogna avere però in mente l’utente tipo, ovvero una “personas”. La personas è un archetipo, rappresenta un potenziale utente di un sito o di un app.

Nella progettazione centrata sull’utente, la o le personas, aiutano il team di progettazione a costruire lo sviluppo attorno agli utenti stessi.

Le personas esistono dalla metà degli anni ’90, ma attualmente sono parte integrante della fase di ricerca che precede lo sviluppo della UX. Nel definire gli utenti tipo, si raccolgono dati relativi agli obiettivi e alle frustrazioni dei potenziali user.

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Solitamente esiste più di un utente tipo che interagirà con il sito o con l’app.

Quindi come sempre l’utente, il target, l’audience potenziale, sono sempre al centro.

La strategia: tutto parte dall’analisi

Strategia nel Gioco

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“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura.”

Spesso nei libri di comunicazione e di marketing, in riferimento alla strategia, si cita il libro “L’Arte della Guerra”, questo perché è il primo trattato di strategia. Partendo da questo presupposto è facile comprendere, come tutto parta dall’analisi e dalla conoscenza.

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.” – Sun Tzu

Ecco quindi che già ne “L’Arte della Guerra” l’analisi e la conoscenza vengono individuate come elementi fondamentali per lo sviluppo della strategia.

Conoscere la concorrenza, però, non è più sufficiente. È importante conoscere se stessi, i propri punti di forza e debolezza, ma soprattutto sapere cosa pensano le persone.

L’ascolto della rete, delle conversazioni online e sui social media, è quanto mai fondamentale.

È lo specchio di come quello che si sta facendo, o non facendo, abbia un impatto su business, immagine, …

Nello sviluppo della strategia è quindi centrale capire cosa vogliono le persone, il cosiddetto target.

Sapere cosa le muove, cosa le spinge ad agire in un certo modo, cosa le interessa, diventa una leva per direzionare la strategia e tutte le azioni di un personaggio pubblico, qualora sia esso il cliente, o un’azienda, cliente brand.

Lavorare ad una strategia senza visione d’insieme del mercato, dei competitor, di un’analisi approfondita della propria realtà aziendale, o personale, e poi di ciò che pensano le persone, è un po’ come guidare alla cieca.

La strategia è la rotta, e come nel caso di un viaggio in barca a vela, senza un adeguato punto nave, una situazione del vento e delle condizioni metereologiche, la conoscenza del percorso e degli eventuali ostacoli presenti e delle competenze del proprio equipaggio e delle proprie risorse, diventa rischioso e pericoloso prendere il largo.