Win Win Approach

Win Win Approach

WIN WIN APPROACH

“Come cambiare atteggiamento per migliorare il team e ottenere i risultati pianificati.”

La co-creazione, il lavoro di squadra, sono elementi fondamentali per creare soluzioni Win Win.

Il collettivismo, largamente inteso come opposizione all’individualismo, enfatizza l’interdipendenza di ogni essere umano all’interno di un gruppo collettivo, e le priorità del gruppo sulle finalità individuali.

La realtà è che la visione del gruppo deve essere allineata, il rispetto delle professionalità e delle capacità personali valorizzati, perché sono le differenze, le diversità degli individui che contribuiscono a migliorare un team.

Disaccordo e diversità sono naturali e possono diventare un valore.

Esistono sei step per aiutare un gruppo ad accrescerne la propria fiducia, così che la squadra possa realmente vincere:

1 – Riconoscere e accettare le differenze

Problemi, sfide o conflitti devono essere riconosciuti e discussi. Questo aiuta il team a unirsi per trovare soluzioni o ad identificare un obiettivo comune che aiuterà ogni membro della squadra a lavorare con maggiore impegno insieme agli altri;

2 – Individuare un terreno comune

Il conflitto va messo in prospettiva con gli obiettivi della squadra e se esistono impedimenti al raggiungimento degli obiettivi, queste questioni diventano prioritarie, perché vanno risolte;

3 – Comprendere le diverse opinioni

Mettersi nei panni dell’altro per capire qual è il suo modo di pensare, da dove arrivano gli spunti, le intuizioni. Questo passaggio ha l’obiettivo di acquisire informazioni, non necessariamente volte a trovare un accordo;

4 – Lavorare per risolvere il problema

Le differenze di opinione sono accettate e spesso gradite. Si attacca il problema, non la persona. Come squadra bisogna sempre trovare la migliore soluzione per raggiungere gli obiettivi che si sono fissati. Importante farlo senza mai dover compromettere i propri valori;

5 – Sviluppare un piano di azione

È fondamentale definire in maniera estremamente specifica cosa farà ciascun membro del team. Ne uscirà un documento programmatico che responsabilizza in maniera chiara ed inequivocabile ogni membro della squadra.

6 – Follow-up

Il piano viene messo in pratica, ma bisogna seguirne gli sviluppi e se necessario provvedere alle necessarie ottimizzazioni.

 

“Teamwork begins by building trust. And the only way to do that is to overcome our need for invulnerability.” – Patrick Lencioni

Connettersi con la propria Audience

Foto from Pexel

Connettersi con la propria audience significa prima di tutto conoscerla

In una relazione, o nello stabilire una qualsiasi relazione, il primo gesto che si compie è quello di mettersi in ascolto, di capire quali sono gli interessi e le passioni dell’altro, per cercare un terreno comune di dialogo. Accade tutti i giorni, a tutti gli esseri umani, di qualsiasi età, latitudine, professione.

È un processo normale, che riguarda le relazioni personali, così come quelle professionali.

Nel costruire l’identità di un Brand, si sviluppa la personalità della marca, perché serve a comunicarla e in qualche modo ad umanizzarla.

Partendo da questa base, è immediato e semplice capire che anche i Brand, esattamente come le persone, per innescare una relazione, creare un dialogo con la propria audience, devono prima di tutto conoscerla.

Conoscere l’audience, quindi, esattamente come nelle relazioni umane, significa conoscerne gli interessi, le passioni, i problemi, i gusti e le preferenze.

Le strategie di marketing e di comunicazione replicano semplicemente dei modelli di comportamento che ci sono familiari e che applichiamo ogni giorno nella nostra quotidianità.

In pratica sviluppare una comunicazione efficace, significa aver ascoltato e compreso gli interessi delle persone con cui vogliamo entrare in contatto e di conseguenza sviluppare dei contenuti, dei prodotti o dei servizi che effettivamente siano di loro interesse.

La strategia: tutto parte dall’analisi

Strategia nel Gioco

 Foto from Pixabay

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura.”

Spesso nei libri di comunicazione e di marketing, in riferimento alla strategia, si cita il libro “L’Arte della Guerra”, questo perché è il primo trattato di strategia. Partendo da questo presupposto è facile comprendere, come tutto parta dall’analisi e dalla conoscenza.

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.” – Sun Tzu

Ecco quindi che già ne “L’Arte della Guerra” l’analisi e la conoscenza vengono individuate come elementi fondamentali per lo sviluppo della strategia.

Conoscere la concorrenza, però, non è più sufficiente. È importante conoscere se stessi, i propri punti di forza e debolezza, ma soprattutto sapere cosa pensano le persone.

L’ascolto della rete, delle conversazioni online e sui social media, è quanto mai fondamentale.

È lo specchio di come quello che si sta facendo, o non facendo, abbia un impatto su business, immagine, …

Nello sviluppo della strategia è quindi centrale capire cosa vogliono le persone, il cosiddetto target.

Sapere cosa le muove, cosa le spinge ad agire in un certo modo, cosa le interessa, diventa una leva per direzionare la strategia e tutte le azioni di un personaggio pubblico, qualora sia esso il cliente, o un’azienda, cliente brand.

Lavorare ad una strategia senza visione d’insieme del mercato, dei competitor, di un’analisi approfondita della propria realtà aziendale, o personale, e poi di ciò che pensano le persone, è un po’ come guidare alla cieca.

La strategia è la rotta, e come nel caso di un viaggio in barca a vela, senza un adeguato punto nave, una situazione del vento e delle condizioni metereologiche, la conoscenza del percorso e degli eventuali ostacoli presenti e delle competenze del proprio equipaggio e delle proprie risorse, diventa rischioso e pericoloso prendere il largo.